Il Sentiero dei Lupi

Collana Elicona

COVER Eugenio Tabano_small

Eugenio Tabano

Il Sentiero dei Lupi

Collana: Elicona
2019, pp. 146
isbn: 9788899757236
euro 10,00

Nel raggiungere la gnosi, dopo tutto, il mio vero obiettivo è una conquista per la perdita, non un’acquisizione che migliori le mie presenti dolorose condizioni. Queste le affronto gestendo distanze e deglutendo affronti. Metabolizzo così il mio essere parte e non totalità, ed è da questo prodotto della specificazione che devo partire verso la realtà per dare vita a una radicale trasformazione di me stesso lottando contro ogni tentativo di omologazione dominatrice. Il luogo della perfezione è inafferrabile, non posso metterlo sotto il microscopio della conoscenza, è arbitrario e desolato, ha tutte le assurdità dell’attimo, della punta che non ha spazio ma ospita l’assoluto, l’intensificazione che non ha centro e nemmeno periferia. Si rimane sempre turbati di fronte a questa riflessione, inevitabile quando si sosta sul limitare di se stessi, indecisi se entrare dentro o continuare l’illusoria passeggiata nei territori del verosimile. E il vero? Un mistero inesauribilmente ricco, della cui enigmaticità molti parlano fissando gerarchie di penetrazione ridicole come tutte le tassonomie.

 

Per maggiori informazioni sull’autore e i suoi scritti: www.tarsis.it

Compra-su-Amazon

 

 

Nel raggiungere la gnosi, dopo tutto, il mio vero obiettivo è una conquista per la perdita, non un’acquisizione che migliori le mie presenti dolorose condizioni. Queste le affronto gestendo distanze e deglutendo affronti. Metabolizzo così il mio essere parte e non totalità, ed è da questo prodotto della specificazione che devo partire verso la realtà per dare vita a una radicale trasformazione di me stesso lottando contro ogni tentativo di omologazione dominatrice. Il luogo della perfezione è inafferrabile, non posso metterlo sotto il microscopio della conoscenza, è arbitrario e desolato, ha tutte le assurdità dell’attimo, della punta che non ha spazio ma ospita l’assoluto, l’intensificazione che non ha centro e nemmeno periferia. Si rimane sempre turbati di fronte a questa riflessione, inevitabile quando si sosta sul limitare di se stessi, indecisi se entrare dentro o continuare l’illusoria passeggiata nei territori del verosimile. E il vero? Un mistero inesauribilmente ricco, della cui enigmaticità molti parlano fissando gerarchie di penetrazione ridicole come tutte le tassonomie.Nel raggiungere la gnosi, dopo tutto, il mio vero obiettivo è una conquista per la perdita, non un’acquisizione che migliori le mie presenti dolorose condizioni. Queste le affronto gestendo distanze e deglutendo affronti. Metabolizzo così il mio essere parte e non totalità, ed è da questo prodotto della specificazione che devo partire verso la realtà per dare vita a una radicale trasformazione di me stesso lottando contro ogni tentativo di omologazione dominatrice. Il luogo della perfezione è inafferrabile, non posso metterlo sotto il microscopio della conoscenza, è arbitrario e desolato, ha tutte le assurdità dell’attimo, della punta che non ha spazio ma ospita l’assoluto, l’intensificazione che non ha centro e nemmeno periferia. Si rimane sempre turbati di fronte a questa riflessione, inevitabile quando si sosta sul limitare di se stessi, indecisi se entrare dentro o continuare l’illusoria passeggiata nei territori del verosimile. E il vero? Un mistero inesauribilmente ricco, della cui enigmaticità molti parlano fissando gerarchie di penetrazione ridicole come tutte le tassonomie.Nel raggiungere la gnosi, dopo tutto, il mio vero obiettivo è una conquista per la perdita, non un’acquisizione che migliori le mie presenti dolorose condizioni. Queste le affronto gestendo distanze e deglutendo affronti. Metabolizzo così il mio essere parte e non totalità, ed è da questo prodotto della specificazione che devo partire verso la realtà per dare vita a una radicale trasformazione di me stesso lottando contro ogni tentativo di omologazione dominatrice. Il luogo della perfezione è inafferrabile, non posso metterlo sotto il microscopio della conoscenza, è arbitrario e desolato, ha tutte le assurdità dell’attimo, della punta che non ha spazio ma ospita l’assoluto, l’intensificazione che non ha centro e nemmeno periferia. Si rimane sempre turbati di fronte a questa riflessione, inevitabile quando si sosta sul limitare di se stessi, indecisi se entrare dentro o continuare l’illusoria passeggiata nei territori del verosimile. E il vero? Un mistero inesauribilmente ricco, della cui enigmaticità molti parlano fissando gerarchie di penetrazione ridicole come tutte le tassonomie.